La
Storia di Monteleone di Spoleto si può dividere in sei epoche: Protovillanoviana,
Etrusca, Romana, Medioevale, Rinascimentale e Moderna.
Etrusca
la probabile presenza di questa civiltà nel territorio di Monteleone
è testimoniata dalla cosiddetta BIGA rinvenuta, nel 1901,
a Colle del Capitano. Il Furtwaengler la classificò come prodotto jonico
e la datò alla metà del 6° sec. a.c. , classificazione condivisa
dalla Richter nel catalogo del METROPOLITAN MUSEUM DI NEW YORK, dove, tuttora,
è gelosamente custodita. Altro archeologo, il Chase, la ritenne, al contrario,
un prodotto etrusco ed il Giglioli ne condivise la classificazione pur con evidenti
rapporti con larte jonica. Ultimamente il Rijs, nella sua opera Etruscam
Arte la ritenne un prodotto etrusco.
La biga è in legno di noce interamente ricoperto con lamine
di bronzo dorato (metallo di
Corinto), con figurazioni a sbalzo di pregevolissima fattura.
Protovillanoviana
nel 1907 larcheologo A. Pasqui rinveniva, sul pendio settentrionale
del Colle del Capitano, una necropoli con tombe a pozzetto. Le 44 tombe rinvenute
nelle quali furono trovate urne di ceramica contenenti, oltre alle ceneri dei
defunti, spilli, fibule e anelli contorti dal fuoco, presentavano affinità
con quelle scoperte a Pianella della Genga, alla Tolfa e Allumiere e con il
protovillanoviano della Val Padana. Non vi è dubbio che trattasi di una
sola civiltà e forse del medesimo popolo che durante letà
del bronzo si estese su tutta la penisola. Questo sepolcreto va annoverato tra
quelli più antichi, che segnano il passaggio dalletà del
bronzo a quella del ferro.
Romana
la presenza di Roma è segnalata soprattutto nella frazione di Trivio(anticamente
Trebia o Trebula). La attuale chiesa di Sant'Erasmo a Trivio è costruita
sui ruderi di un tempio pagano; all'esterno è visibile una statua marmorea
romana.
Medioevale
Crollato l'impero romano, i popoli invasori avanzano e depredano le ricchezze
imperiali di Roma. Il figlio del Conte Lupone (Attone o Arrone),esule dalla
patria, andò ad abitare nella bassa Valnerina costruendovi il castello
di Arrone. Estese poi il suo possesso ad altre terre e, nell880, costruì
il CASTELLO DI BRUFA; questa è la data che si può ritenere quella
della fondazione di Monteleone. Successivamente, distrutto il castello di Brufa
intorno al 1100, Tiberio, figlio di Attone II, riedificò sulle rovine
Lattuale Monteleone, e, verso la fine del secolo, i suoi figli donarono
a Spoleto il tenimento del poggio. Nel 1228 Bertoldo di Ursilingen - con truppe
saracene - incendiò e distrusse il castello di Monteleone ma i Tiberti,
nel 1265, lo riedificarono e lo donarono definitivamente a Spoleto insieme ad
altri castelli. Dopo anni di guerre, distruzioni e ricostruzioni, i monteleonesi,
aspirando al titolo di REPUBBLICA MONTIS LEONIS, nel 1535 si ribellarono
a Spoleto e, cacciato il Podestà impostogli, decisero di eleggerlo nella
arenga comunale. La reazione degli spoletini fu tremenda, ma non
riuscirono a riconquistare il paese per la forte resistenza dei monteleonesi;
depredarono e distrussero però numerosi casali, rovinarono i mulini e
le piante da frutto. Papa Pio IV prese a cuore la situazione di Monteleone e
ne tolse la sudditanza a Spoleto e lo pose, nel 1559, direttamente sotto la
delegazione di Perugia.
Rinascimentale
dopo lo storico scontro con Spoleto (1535) per Monteleone iniziò
il risorgimento. Furono riparati e ricostruiti i casali, le chiese
e si rafforzarono le difese. Dalla seconda metà del 1500 a tutto il 1600
si può definire lepoca doro di Monteleone. In questo clima
di prosperità nascono Gli Statuti. Un popolo che si dà
le leggi rivela la sua maturità, la sua forza e la sua sete di libertà.
Moderna
il terribile terremoto del 1703 - che recò danni immensi e tante
vittime - bloccò irrimediabilmente il periodo di prosperità
e di sviluppo. Da questo evento inizia lemigrazione che, col passare
degli anni, registra sensibili sviluppi, specialmente dopo il
1718 quando il paese fu colpito da una grave pestilenza. Verso la fine del
1700 anche
lesercito francese assediò il paese e lo saccheggiò. Nel
1831 la nuova ventata rivoluzionaria portò lo scompiglio anche a Monteleone.
Oramai la vita del paese non era più caratterizzata da una propria
impronta, ma si inserì negli avvenimenti più vasti a carattere
nazionale. In questi ultimi decenni Monteleone non è più riuscito
a costruirsi una vera e propria economica salvo quella della pastorizia che,
ancora oggi, unitamente al turismo estivo, è fonte di relativo benessere