DA VISITARE
CHIESE:
S. Francesco con annesso chiostro e la vicina Torre dellOrologio -
S. Nicola - S.Giovanni - Porta delle Monache e S. Caterina - La Madonna
della Quercia - S. Maria de Equo e lAddolorata nella frazione di Ruscio
- S. Erasmo nella frazione di Trivio.
PALAZZI:
Bernabei - Rotondi -Bernabò- Congiunti - Moriconi - Il portale del
Monte Frumentario - Piazza del Mercato - Palazzo dei Priori, ora Teatro
Comunale.
ITINERARI
Madonna delle Grazie e ruderi della Rocca di Vetranola - Frazioni di Ruscio,
Trivio con i
ruderi della Rocca di Palvaria, Rescia, Butino, Colle del Capitano con il
soprastante Castello di Pizzero e dintorni - Cascia, Roccaporena, Norcia,
Leonessa, il Terminillo, la Valnerina, Spoleto a 30 minuti.
TREKKING
Di particolare interesse sono le escursioni a piedi o a cavallo,con percorsi
segnalati che
si snodano nellintera valle e sulle montagne circostanti. Molti sentieri
si prestano ad
escursioni in mountain-bike.
SPORT E RICREAZIONE
Campo tennis - Campo calcio - Campi di bocce - Pista per pattinaggio,
palla a volo, allacanestro - Attrezzature e giochi vari per bambini - Ampia
pineta.
SPORT INVERNALI
A Leonessa km. IO - A Campo Stella (Terminillo) km. 20 - A Forche Canapine
e Castelluccio
(Norcia) km. 35.
Per 4 persone: 4 pugnetti di farro (come riso)
cipolla abbondante
sedano abbondante
olio di oliva a discrezione
pelati di pomodoro o salsa di pomodoro
(si possono aggiungere anche due patate)
Tritate per bene la cipolla e sedano; farli rosolare in pentola con olio
e pomodoro. Versare poi acqua e allebollizione mettere il farro. Mescolare
frequentemente e far cuocere per circa un ora. Verso
la cottura si può aggiungere un pizzico di peperoncino.
FARRO ALLA TREBUA
Per 4 persone: 4 pugnetti di farro
100 gr. di pancetta affumicata
1 costa di sedano
1 cipolla
2 patate
100 gr. di pelati
100 gr. di pecorino ma turo
olio e sale quanto bastano
Tritate per bene la cipolla e il sedano, farli rosolare in pentola con olio
di oliva; aggiungere la pancetta tagliata a dadini e far cuocere ancora;
aggiungere le patate taglia te a dadini e il pomodoro.
Mescolare e far cuocere fino alla completa cottura del pomodoro. Aggiungere
acqua e alla sua bollitura versare il farro; far cuocere per circa unora,
mescolando frequentemente. Alla cottura condire con il formaggio pecorino.
SPECIALITÀ
Pecora alla griglia - Agnello di Montagna - Castrato alla brace - Carne
di maiale - Salsicce - Salumi- Funghi - Tartufi- Miele- Ricotta - Pregiato
cacio pecorino - Lenticchia - Farro
Strascinati e Stringozzi.
Gli Strascinati
Del come e del quando vennero per la prima volta serviti in tavola gli
STRASCINATI, da una avvenente fantesca del Castello di Vetranola, in quel
di Monteleone dellUmbria a salvezza da morte degli uomini del Castello
e di colui che amava. (da una cronaca umbra del XV Secolo).
Correva lanno 1494, quando Capitani Paolo e Camillo Vitelli, alla
testa di numerosi fanti e cavalieri, invasero la terra di Monteleone, onde
dare aiuto al Re di Francia,Carlo VIII, intento allora alla conquista del
reame di Napoli. Un giorno i due fratelli si trovarono, stanchi ed affamati,
alla porta del Castello di Vetranola ed ivi chiesero cibo e ristoro.
Ritenendo però infidi gli abitanti, stimarono miglior partito prendere
prigionieri il castello e tutti gli uomini validi e quindi ingiunsero alle
donne di imbandire la mensa e di servirli. Lodio ed il rancore per
loltraggio patito indussero le donne del Castello a preparare per
gli invasori un misero piatto di "penchi" assai male conditi,
giustificandosi col dire che, per i tempi calamitosi, non avevano altro
di meglio da offrire. Tale incauto comportamento fece montare in furore
i Vitelli, i quali ordinarono che tutti i prigionieri, mani e piedi legati,
venissero attaccati ai cavalli per essere TRASCINATI, fino a morte, in torno
al Castello. A nulla valsero le preghiere e i pianti delle donne; solo ebbe
effetto lardimentosa proposta di una bella fantesca, la quale si offrì
di mutare i dispregiati "penchi" in una sostanziosa vivanda mai
prima gustata, a patto, però, che non si procedesse nella minacciata
rappresaglia. Si era in carnevale e, se le carnascialesche imprese eran
neglette, tanto imperava il pianto e la tristezza, pure fioriva la sagra
dellutile suino, che dette alla giovane il mezzo per vincere la disperata
impresa.Con guanciale magro, salsicce fresche, uova e pecorino, abilmente
manipolati e rimescolati, trasformò quei "penchi" una prestigiosa
vivanda che i Vitelli e la loro scorta gustarono a pieno, tanto che placati
e satolli ripresero la via di Napoli, senza fare danno ad alcuno.
Da allora nella terra di Monteleone il piatto viene detto degli «STRASCINATI»,
felice improvvisazione di una giovane umbra innamorata.
PROLOCO DI MONTELEONE
Corso Vittorio Emanuele, 23
Monteleone di Spoleto (PG)
Presidente: Carbonetti Lino
cell: 338 3243492
Vice Presidente : Allegretti Attilio
tel: 0743 70403 cell: 335 430918
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